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Danno non patrimoniale
Confronta gli importi liquidabili per il danno non patrimoniale secondo le tabelle dei tribunali di Milano e Roma.
Confronta la liquidazione del danno non patrimoniale secondo le tabelle dei tribunali di Milano e di Roma: inserisci i valori tabellari corrispondenti al caso e l'eventuale personalizzazione, lo strumento mette a confronto i due risultati.
Nota. Le tabelle di Milano e Roma sono i due riferimenti più diffusi per la liquidazione equitativa del danno non patrimoniale. I valori vanno letti dalle rispettive tabelle vigenti: lo strumento serve a confrontarli in modo trasparente. Stima orientativa, non sostituisce un parere professionale. Fonte: Tabelle Tribunale di Milano e di Roma.
Come funziona il confronto tra le tabelle di Milano e di Roma
Il danno non patrimoniale è la categoria che comprende le conseguenze pregiudizievoli non suscettibili di valutazione economica diretta derivanti dalla lesione di un interesse della persona costituzionalmente protetto: rientrano in questa nozione, tra l'altro, il danno biologico, il danno morale e gli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato. Poiché si tratta di pregiudizi non monetizzabili in modo automatico, la legge affida la loro liquidazione a una valutazione equitativa del giudice. Per garantire uniformità e prevedibilità, la prassi giudiziaria ha elaborato tabelle di riferimento: le più diffuse sono quelle dei Tribunali di Milano e di Roma, costruite con criteri parzialmente diversi.
Lo strumento mette a confronto i due risultati: chi lo utilizza inserisce il valore tabellare corrispondente al caso secondo la tabella di Milano e quello secondo la tabella di Roma, oltre a un'eventuale percentuale di personalizzazione, e il calcolatore affianca i due importi rendendo immediatamente visibile la differenza. Questo confronto è significativo perché, pur tendendo entrambe a indennizzare lo stesso pregiudizio, le due tabelle adottano impostazioni metodologiche distinte e possono condurre a risultati non coincidenti per la medesima fattispecie. Il calcolatore non determina autonomamente gli importi tabellari, ma li affianca per agevolarne la comparazione in modo trasparente.
A cosa serve
Lo strumento serve a comparare in modo trasparente le due principali stime del danno non patrimoniale, aiutando a comprendere quanto la scelta della tabella possa incidere sull'importo. Per il danneggiato è un modo per farsi un'idea dell'ordine di grandezza del risarcimento e della forbice tra i due riferimenti; per il professionista è un supporto per impostare la richiesta o per valutare una proposta, individuando il criterio più favorevole o più adeguato al caso e motivandone l'adozione. La possibilità di applicare una percentuale di personalizzazione consente inoltre di tenere conto delle circostanze particolari che giustificano un adeguamento rispetto al valore medio.
Il confronto tra tabelle ha anche una funzione argomentativa: nelle trattative e in giudizio è frequente che le parti facciano leva sull'una o sull'altra tabella, e disporre dei due valori affiancati facilita un dialogo informato e la costruzione di una richiesta sostenibile.
Quando è utile
Il calcolatore è utile quando si deve quantificare un danno non patrimoniale e si vuole valutare l'impatto della tabella prescelta: nella fase stragiudiziale, per impostare o esaminare una proposta transattiva con la compagnia o con il responsabile, e nella fase giudiziale, per stimare il valore della domanda e per argomentare la scelta del criterio di liquidazione. È utile anche per simulare scenari diversi variando i valori tabellari e la percentuale di personalizzazione, così da apprezzare la sensibilità del risultato rispetto ai parametri di partenza.
Cosa tenere presente
Il primo punto di attenzione è che lo strumento non contiene le tabelle: i valori vanno letti dalle rispettive tabelle vigenti dei Tribunali di Milano e di Roma, indicate come fonte in pagina, che sono soggette ad aggiornamenti periodici da verificare alla data di riferimento. Inserire valori non aggiornati o non pertinenti al caso produce un confronto inattendibile, per quanto il calcolo sia formalmente corretto.
Il secondo punto è che la liquidazione del danno non patrimoniale è per sua natura equitativa e rimessa al giudice: le tabelle costituiscono un criterio orientativo, ma il giudice può discostarsene motivando, e la personalizzazione richiede l'allegazione e la prova di circostanze ulteriori rispetto a quelle ordinarie. Va inoltre evitata la duplicazione delle voci di danno, cioè il rischio di liquidare più volte lo stesso pregiudizio sotto etichette diverse. Per queste ragioni il risultato del confronto è una stima orientativa che non sostituisce un parere professionale: la corretta individuazione delle voci risarcibili e del criterio applicabile richiede l'analisi del caso da parte di un avvocato.
Come leggere il confronto
Il risultato non indica quale tabella sia quella giusta, ma affianca due stime ottenute con criteri metodologici diversi, così da rendere visibile la forbice tra i due riferimenti per la medesima fattispecie. Una differenza tra i due importi è quindi fisiologica e non segnala un errore: dipende dalle diverse impostazioni delle tabelle di Milano e di Roma. L'errore più frequente, semmai, è inserire valori non aggiornati o non pertinenti al caso concreto, perché in tal caso il confronto perde significato pur restando formalmente corretto nel calcolo. Va inoltre ricordato che la liquidazione del danno non patrimoniale è per sua natura equitativa: le tabelle costituiscono un criterio orientativo dal quale il giudice può discostarsi motivando, e occorre evitare la duplicazione delle voci, cioè il rischio di liquidare più volte lo stesso pregiudizio sotto etichette diverse. Il confronto, dunque, è uno strumento di supporto argomentativo e non un verdetto sul valore risarcibile.
Domande frequenti
Che cos'è il danno non patrimoniale?
È la categoria che comprende le conseguenze pregiudizievoli non valutabili economicamente in modo diretto, derivanti dalla lesione di un interesse della persona costituzionalmente protetto: vi rientrano, tra l'altro, il danno biologico, il danno morale e gli aspetti dinamico-relazionali. La sua liquidazione è affidata a una valutazione equitativa del giudice.
Perché si confrontano le tabelle di Milano e di Roma?
Perché sono i due riferimenti più diffusi per la liquidazione equitativa del danno non patrimoniale e, pur indennizzando lo stesso pregiudizio, adottano impostazioni metodologiche diverse: possono quindi condurre a importi non coincidenti per la stessa fattispecie. Lo strumento affianca i due valori per agevolarne il confronto.
Da dove prendo i valori tabellari?
Dalle rispettive tabelle vigenti dei Tribunali di Milano e di Roma. Lo strumento non le contiene: riceve i valori in ingresso e li affianca. Le tabelle sono soggette ad aggiornamenti periodici, da verificare alla data di riferimento.
Che cos'è la personalizzazione?
È l'adeguamento dell'importo alle circostanze particolari del caso concreto, quando le conseguenze sono più gravi di quelle ordinariamente considerate dalla tabella. Non è automatica: richiede l'allegazione e la prova di circostanze ulteriori rispetto a quelle ordinarie.
Il giudice è vincolato alle tabelle?
No. La liquidazione è equitativa: le tabelle costituiscono un criterio orientativo, ma il giudice può discostarsene motivando. Occorre inoltre evitare la duplicazione delle voci di danno, cioè liquidare più volte lo stesso pregiudizio sotto etichette diverse.
Il risultato del confronto è vincolante?
No. È una stima orientativa che non sostituisce un parere professionale: la corretta individuazione delle voci risarcibili e del criterio applicabile richiede l'analisi del caso da parte di un avvocato.
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