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Rivalutazione di canoni e assegni scaduti

Somma i canoni o gli assegni mensili non pagati, li rivaluta agli indici ISTAT e aggiunge gli interessi legali sul rivalutato: quanto ti spetta oggi.

Quando più canoni di locazione o assegni mensili restano impagati, ogni mensilità è un credito autonomo che scade in un momento diverso. Per quantificare la somma dovuta oggi non basta moltiplicare l'importo per il numero di mensilità: ciascuna rata va rivalutata agli indici ISTAT dalla sua scadenza e maggiorata degli interessi legali sul valore rivalutato. Questo strumento applica una stima media sul periodo che indichi, utile per una prima quantificazione di canoni arretrati, assegni di mantenimento scaduti o rate non onorate.

Nota. La % di rivalutazione ISTAT è un input: ricava la variazione FOI tra il mese di scadenza (medio) e oggi dal rivalutatore ISTAT, qui non viene inventata. Sui crediti di valore gli interessi legali si calcolano sul capitale via via rivalutato (non sul rivalutato finale): questo calcolatore applica una media sul montante rivalutato per l'intero periodo, perciò il risultato è una stima orientativa e non sostituisce un parere professionale. Fonte: art. 1224 c.c.; Cass. Sez. Un. 17 febbraio 1995 n. 1712 (su crediti di valore: rivalutazione ISTAT + interessi sul rivalutato). Indici ISTAT: rivalutazione ISTAT.

Come funziona la rivalutazione dei canoni mensili

Quando una serie di canoni di locazione o di assegni mensili resta impagata, ci si trova di fronte non a un unico debito, ma a tanti crediti distinti quanti sono i mesi non onorati. Ciascuna mensilità, infatti, scade in un momento diverso e da quel momento inizia a perdere valore per effetto dell'inflazione, oltre a produrre interessi. Per questo motivo, quantificare la somma effettivamente dovuta oggi non è una semplice moltiplicazione dell'importo mensile per il numero delle rate: occorre rivalutare ciascuna mensilità dalla sua scadenza e maggiorarla degli interessi maturati. Questo strumento applica una stima media su tutto il periodo che indichi, restituendo una prima quantificazione del dovuto.

Il calcolo si fonda su due grandezze che inserisci tu: la percentuale di rivalutazione ISTAT media del periodo e il tasso legale degli interessi. La percentuale di rivalutazione non viene generata dallo strumento, ma va ricavata dal rivalutatore ISTAT come variazione dell'indice FOI tra il mese di scadenza medio delle mensilità e la data odierna. Su questa base lo strumento rivaluta il montante complessivo dei canoni e vi applica gli interessi legali, fornendo un importo che approssima il valore attuale del credito. È, in sostanza, un modo rapido per ottenere un ordine di grandezza affidabile prima di un conteggio analitico.

A cosa serve

Lo strumento è utile a chi vanta crediti periodici rimasti insoluti e deve farsi un'idea di quanto chiedere oggi. Pensiamo al locatore che si trova con diverse mensilità di canone arretrate, al genitore creditore di assegni di mantenimento scaduti, o più in generale a chi attende il pagamento di rate mensili non onorate. In tutti questi casi limitarsi a sommare gli importi nominali significherebbe sottostimare il credito, perché non si terrebbe conto né della perdita di potere d'acquisto né degli interessi. Il calcolatore aiuta a inquadrare correttamente la pretesa, fornendo una base ragionata per una richiesta di pagamento o per impostare un'eventuale azione di recupero.

Il valore aggiunto dello strumento sta nel rendere evidente la differenza tra il valore nominale e il valore attuale di un credito di valore. Visualizzare quanto incidono la rivalutazione e gli interessi su un montante di mensilità aiuta a comprendere perché questi crediti vadano trattati con criteri specifici. Resta inteso che si tratta di un supporto orientativo: la cifra ottenuta serve a ragionare e a confrontarsi, non a sostituire un conteggio puntuale che tenga conto della scadenza esatta di ogni singola rata.

Quando è utile

Il calcolo torna comodo nella fase preliminare di una richiesta di pagamento, quando occorre indicare una somma complessiva al debitore. È utile anche per valutare la convenienza e l'opportunità di avviare un recupero del credito, perché consente di stimare l'entità effettiva di ciò che si potrebbe ottenere una volta considerati rivalutazione e interessi. Lo strumento può essere impiegato per simulare scenari diversi, modificando il numero di mensilità o la percentuale di rivalutazione, così da capire come varia il dovuto al cambiare delle ipotesi di partenza.

Un aspetto importante da tenere presente riguarda il modo in cui, su questi crediti, si combinano rivalutazione e interessi. Trattandosi di crediti di valore, il principio elaborato dalla giurisprudenza è che gli interessi legali vanno calcolati sul capitale via via rivalutato, e non sul solo importo rivalutato finale. Questo strumento adotta una semplificazione, applicando una media sul montante rivalutato per l'intero periodo: è proprio questa semplificazione a rendere il risultato una stima e non un conteggio esatto.

Cosa tenere presente

Il primo elemento di attenzione è la percentuale di rivalutazione ISTAT: è un dato in ingresso che devi ricavare correttamente dal rivalutatore ufficiale, perché lo strumento non lo inventa. Un errore frequente è inserire un valore approssimativo o riferito a un periodo sbagliato, con la conseguenza di ottenere una rivalutazione non realistica. Allo stesso modo, il tasso legale degli interessi varia di anno in anno e va indicato con riferimento al periodo che interessa: quando il periodo di morosità attraversa più anni con tassi diversi, la media adottata costituisce un'approssimazione.

Il secondo aspetto, più generale, è che il metodo medio impiegato non coincide con il calcolo analitico rata per rata, che considera la scadenza specifica di ciascuna mensilità e l'andamento puntuale degli indici e dei tassi nel tempo. Per crediti di importo rilevante, per periodi lunghi o quando occorre una quantificazione da far valere in giudizio, è opportuno procedere con un conteggio dettagliato. Per queste ragioni il risultato fornito è una stima orientativa: utile per una prima quantificazione di canoni arretrati, assegni scaduti o rate non onorate, ma non sostitutiva di un conteggio puntuale né del parere di un professionista.

Domande frequenti

A cosa serve rivalutare i canoni o gli assegni scaduti?

Quando più mensilità restano impagate, ogni rata è un credito autonomo che scade in tempi diversi. La rivalutazione agli indici ISTAT e l'aggiunta degli interessi legali servono a quantificare quanto è dovuto oggi, non bastando moltiplicare l'importo per il numero di mensilità.

Da dove prendo la percentuale di rivalutazione ISTAT?

La percentuale è un dato che inserisci tu: va ricavata dalla variazione dell'indice FOI tra il mese di scadenza medio e oggi, utilizzando il rivalutatore ISTAT. Lo strumento non la inventa né la calcola al posto tuo.

Come si calcolano gli interessi su questi crediti?

Trattandosi di crediti di valore, gli interessi legali si calcolano sul capitale via via rivalutato e non sul solo importo rivalutato finale, secondo i principi dell'art. 1224 c.c. e della giurisprudenza di legittimità.

Perché il risultato è solo una stima media?

Lo strumento applica una rivalutazione e un calcolo degli interessi medi sull'intero periodo, anziché rata per rata dalla rispettiva scadenza. Per questo il risultato è una stima orientativa utile a una prima quantificazione.

Per quali crediti posso usare questo strumento?

È pensato per canoni di locazione arretrati, assegni di mantenimento scaduti o altre rate mensili non onorate, cioè crediti periodici di importo costante con scadenze ravvicinate nel tempo.

Il risultato di questo strumento ha valore ufficiale?

No. Il calcolo è una stima orientativa basata sui dati e sui parametri inseriti e non sostituisce un conteggio puntuale rata per rata né un parere professionale.

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