🏛️ Strumento
Imposte di successione
Stima l'imposta dovuta da ciascun erede con franchigie e aliquote variabili per grado di parentela.
Stima l'imposta di successione dovuta sulla quota di ciascun erede, applicando l'aliquota e la franchigia previste in base al grado di parentela. Inserisci il valore netto della quota ricevuta.
Nota. Aliquote e franchigie dell'imposta sulle successioni (D.Lgs. 346/1990, come rideterminato dall'art. 2, c. 48-49, D.L. 262/2006): 4% per coniuge e parenti in linea retta con franchigia di 1.000.000 € ciascuno; 6% per fratelli/sorelle con franchigia di 100.000 €; 6% per altri parenti fino al 4° grado e affini senza franchigia; 8% per gli altri; franchigia di 1.500.000 € per l'erede con handicap grave. Non comprende imposte ipotecaria e catastale sugli immobili. Stima orientativa, non sostituisce un parere professionale. Fonte: D.Lgs. 346/1990; art. 2 c.48-49 D.L. 262/2006.
Come funziona il calcolo dell'imposta di successione
L'imposta di successione è il tributo dovuto sul trasferimento di beni e diritti per causa di morte. La sua misura non è uguale per tutti gli eredi: dipende dal grado di parentela tra l'erede e il defunto, che determina sia l'aliquota applicabile sia la franchigia, cioè la quota esente da imposta. Lo strumento riproduce questo meccanismo: presa la quota netta ricevuta da un erede e indicato il suo rapporto con il defunto, applica l'aliquota corrispondente alla parte di valore che eccede la franchigia, restituendo una stima dell'imposta dovuta su quella quota.
La logica è quella della franchigia con aliquota fissa per fascia di parentela. La franchigia funziona come una soglia: l'imposta si calcola solo sulla parte di valore che la supera. Coniuge e parenti in linea retta godono della franchigia più ampia e dell'aliquota più bassa; ai fratelli e alle sorelle spettano una franchigia minore e un'aliquota intermedia; per gli altri parenti entro un certo grado e per gli affini l'aliquota è intermedia ma senza franchigia; per i soggetti estranei al nucleo familiare l'aliquota è la più elevata e non è prevista franchigia. È inoltre riconosciuta una franchigia maggiore in favore dell'erede con disabilità grave. Lo strumento sceglie aliquota e franchigia in base al rapporto indicato e calcola di conseguenza.
A cosa serve
Lo strumento serve a farsi un'idea dell'imposta che potrebbe gravare sulla quota ereditaria di un singolo erede, in funzione del suo legame con il defunto. È un calcolo che aiuta a comprendere perché, a parità di valore ricevuto, eredi diversi possono pagare imposte molto diverse, e quanto pesino la franchigia e l'aliquota. Si tratta di una stima orientativa, pensata per chiarire il funzionamento del tributo, che non sostituisce la liquidazione effettuata in sede di dichiarazione di successione né un parere professionale.
Quando è utile
È utile a chi sta affrontando una successione e vuole stimare in anticipo il carico fiscale sulla propria quota, per organizzare gli adempimenti e prevedere gli esborsi. È utile per confrontare la posizione di eredi diversi all'interno della stessa successione, ad esempio un coniuge rispetto a un fratello o a un soggetto estraneo, e cogliere l'effetto del diverso trattamento. È utile, più in generale, per comprendere come si combinano franchigia e aliquota nel determinare l'imposta dovuta.
Cosa tenere presente
Il calcolo riguarda la sola imposta di successione sulla quota indicata e non comprende altri tributi che possono accompagnare la successione: in particolare, quando nell'asse ereditario sono presenti immobili, sono dovute anche le imposte ipotecaria e catastale, qui non considerate. La franchigia opera per ciascun erede e per ciascun rapporto di parentela secondo le regole di legge; è quindi importante inserire correttamente sia il valore netto della quota sia il rapporto con il defunto, perché da questi dipendono aliquota e franchigia applicate.
Va ricordato che aliquote e franchigie qui richiamate sono quelle stabilite dalla disciplina indicata nella nota della pagina (D.Lgs. 346/1990, come rideterminato dall'art. 2 del D.L. 262/2006). La materia delle successioni può tuttavia presentare situazioni particolari e la normativa è soggetta a interventi nel tempo: per il caso concreto è sempre opportuno verificare la disciplina vigente e le condizioni applicabili sulla fonte ufficiale. Per questi motivi il risultato è una stima orientativa, utile a comprendere il meccanismo dell'imposta, e non sostituisce la liquidazione definitiva né un parere professionale.
Il ruolo della parentela nel trattamento fiscale
Il principio che governa l'imposta di successione è la gradazione del prelievo in funzione della vicinanza familiare tra erede e defunto: più stretto è il legame, più favorevole è il trattamento, sia in termini di aliquota sia di franchigia. Questa scelta riflette l'idea che il passaggio di ricchezza all'interno del nucleo familiare più prossimo meriti una tassazione attenuata, mentre i trasferimenti verso soggetti estranei siano colpiti in misura maggiore. Per applicare correttamente il calcolo è quindi indispensabile inquadrare con precisione il rapporto di parentela o di affinità, perché da esso discendono direttamente i due parametri che determinano l'imposta. Un coniuge e un fratello che ricevano lo stesso valore si trovano in posizioni molto diverse, così come un parente entro un certo grado rispetto a un soggetto del tutto estraneo. Lo strumento traduce questa logica in un calcolo immediato, ma resta a carico dell'utente l'esatta qualificazione del legame con il defunto, che in alcuni casi può non essere ovvia. Il risultato che ne deriva è una stima orientativa, utile per ragionare sul carico fiscale, e non sostituisce un parere professionale né la liquidazione ufficiale.
Domande frequenti
Perché eredi diversi pagano imposte diverse sulla stessa quota?
Perché aliquota e franchigia dipendono dal grado di parentela con il defunto. Coniuge e parenti in linea retta hanno franchigia più ampia e aliquota più bassa; ai fratelli spetta una franchigia minore; per gli altri soggetti l'aliquota è più alta e spesso senza franchigia.
Come funziona la franchigia?
La franchigia è una soglia esente: l'imposta si calcola solo sulla parte di valore della quota che la supera. Se il valore resta entro la franchigia prevista per quel grado di parentela, non risulta imposta dovuta su quella quota.
Il calcolo comprende le imposte sugli immobili?
No. Lo strumento stima la sola imposta di successione sulla quota. Quando nell'asse ereditario ci sono immobili, sono dovute anche le imposte ipotecaria e catastale, che non sono comprese in questo calcolo.
È prevista un'agevolazione per l'erede con disabilità grave?
Sì. Alla quota dell'erede con disabilità grave è riconosciuta una franchigia più elevata. Lo strumento applica questa franchigia maggiore quando selezioni l'opzione corrispondente.
Le aliquote e le franchigie sono sempre aggiornate?
Lo strumento usa i valori della disciplina indicata nella nota della pagina. Poiché la normativa può cambiare nel tempo e presentare situazioni particolari, per il caso concreto è opportuno verificare la disciplina vigente sulla fonte ufficiale.
Il risultato vale come liquidazione ufficiale?
No. È una stima orientativa che aiuta a comprendere il funzionamento dell'imposta e non sostituisce la liquidazione effettuata in sede di dichiarazione di successione né un parere professionale.
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