⚖️ Strumento
Compenso per attività stragiudiziale
Calcola l'onorario per pareri, diffide, transazioni, mediazione e negoziazione assistita applicando gli scaglioni forensi.
Liquidazione assistita del compenso per l'attività stragiudiziale (pareri, diffide, transazioni, mediazione e negoziazione assistita): inserisci il valore parametrico per lo scaglione e lo strumento applica spese generali, cassa, IVA ed eventuale ritenuta.
Inserisci i valori di compenso per le fasi previste dai parametri forensi (DM 55/2014, agg. DM 147/2022) per lo scaglione di valore della causa. Trovi le tabelle ufficiali nel decreto; lo strumento somma le fasi e applica spese generali, cassa e IVA.
Nota. I valori di fase vanno presi dalle tabelle del DM 55/2014 (agg. DM 147/2022) per lo scaglione di valore della causa. Stima orientativa, non sostituisce un parere professionale. Fonte: DM 55/2014, agg. DM 147/2022 (parametri forensi, attività stragiudiziale).
Come funziona il calcolo del compenso stragiudiziale
L'attività stragiudiziale è quella che l'avvocato svolge fuori dal processo: la redazione di un parere, l'invio di una diffida o di una messa in mora, la conduzione di una trattativa, la stesura di una transazione, l'assistenza in mediazione o in negoziazione assistita. Anche per questa attività i parametri forensi del DM 55/2014, aggiornato dal DM 147/2022, indicano valori di riferimento articolati per fasi e ancorati allo scaglione di valore dell'affare. Lo strumento parte proprio da questi valori: chi lo utilizza inserisce gli importi di fase ricavati dalle tabelle ufficiali per lo scaglione di competenza e il calcolatore li somma, applicando poi le voci accessorie che compongono la parcella.
Sulla somma dei valori di fase è possibile applicare un aumento o una riduzione percentuale, perché i parametri non sono importi rigidi ma valori medi che il giudice o le parti possono modulare entro i limiti previsti dal decreto, in considerazione della complessità, del pregio dell'opera e del risultato. Allo step successivo lo strumento aggiunge le spese generali, calcolate forfettariamente nella misura prevista dal decreto, il contributo alla Cassa di previdenza forense e l'imposta sul valore aggiunto; è inoltre prevista l'opzione per la ritenuta d'acconto, applicabile quando il cliente riveste la qualità di sostituto d'imposta. Il risultato è una stima della parcella complessiva, dal compenso base all'importo lordo, con evidenza delle singole componenti.
A cosa serve
Lo strumento serve a dare trasparenza e prevedibilità al costo dell'assistenza legale prima ancora che il processo entri in gioco. Per il cliente è un modo per farsi un'idea dell'ordine di grandezza dell'onorario di un parere o di una diffida e per comprendere come si compone la parcella, distinguendo il compenso professionale vero e proprio dalle voci accessorie come spese generali, cassa e IVA, che incidono in modo significativo sull'importo finale. Per il professionista è un supporto per predisporre un preventivo coerente con i parametri, utile anche in fase di confronto con la controparte o di redazione della nota spese.
Il riferimento ai parametri forensi è particolarmente importante perché, in mancanza di un accordo scritto sul compenso, sono proprio questi valori a fornire il criterio di liquidazione. Conoscere in anticipo come funziona il calcolo aiuta quindi sia a impostare un accordo consapevole sia a verificare la congruità di una parcella ricevuta.
Quando è utile
Il calcolatore è utile in tutte le situazioni in cui l'avvocato presta la propria opera senza che si arrivi a un giudizio: la richiesta di un parere su una questione giuridica, l'invio di una diffida ad adempiere o di una contestazione, la gestione di una trattativa per definire bonariamente una controversia, la redazione di un accordo transattivo, l'assistenza in un procedimento di mediazione civile o in una negoziazione assistita. È utile anche quando un'attività stragiudiziale precede o accompagna un eventuale giudizio, perché consente di tenere distinta la quota di compenso maturata fuori dal processo da quella propriamente giudiziale, per la quale è disponibile lo strumento dedicato al compenso dell'avvocato in giudizio civile.
Cosa tenere presente
Il primo aspetto da considerare è che lo strumento non contiene le tabelle dei valori di fase: questi importi vanno letti dal DM 55/2014, aggiornato dal DM 147/2022, in corrispondenza dello scaglione di valore dell'affare, perché variano per fascia e sono soggetti ad aggiornamenti normativi che vanno sempre verificati sulla fonte ufficiale vigente. Lo stesso vale per le misure delle voci accessorie e per le aliquote: spese generali, contributo alla cassa, IVA ed eventuale ritenuta seguono percentuali fissate dalla normativa, che lo strumento applica come opzioni ma che è opportuno confermare alla data di riferimento.
Va inoltre ricordato che i parametri sono valori medi modulabili e che l'eventuale accordo scritto tra avvocato e cliente prevale sui parametri stessi: la liquidazione secondo i parametri opera infatti in via suppletiva. Per questa ragione il risultato del calcolatore è una stima orientativa che non sostituisce un parere professionale e non costituisce un preventivo vincolante: per un importo definito occorre un accordo specifico con il professionista, tenuto conto delle particolarità del caso concreto.
Domande frequenti
Che cos'è l'attività stragiudiziale dell'avvocato?
È l'attività svolta fuori dal processo: pareri, diffide e messe in mora, trattative, transazioni, assistenza in mediazione e in negoziazione assistita. Anche per questa attività i parametri forensi (DM 55/2014, agg. DM 147/2022) indicano valori di riferimento per fasi e per scaglione di valore.
Da dove prendo i valori di fase da inserire?
Dalle tabelle ufficiali del DM 55/2014, aggiornato dal DM 147/2022, in corrispondenza dello scaglione di valore dell'affare. Lo strumento non contiene le tabelle: somma i valori che inserisci e applica le voci accessorie.
Quali voci accessorie applica lo strumento?
Sulla somma dei compensi di fase lo strumento può applicare un aumento o una riduzione percentuale, le spese generali forfettarie, il contributo alla Cassa forense e l'IVA; è inoltre prevista l'opzione per la ritenuta d'acconto quando il cliente è sostituto d'imposta. Le misure di queste voci vanno verificate sulla normativa vigente.
Il risultato è un preventivo vincolante?
No. È una stima orientativa che non sostituisce un parere professionale e non costituisce un preventivo vincolante. L'eventuale accordo scritto tra avvocato e cliente prevale sui parametri, che operano in via suppletiva in mancanza di accordo.
Che differenza c'è con il compenso giudiziale?
Il compenso stragiudiziale riguarda l'attività svolta fuori dal processo, mentre quello giudiziale riguarda l'assistenza in giudizio. Per quest'ultima è disponibile lo strumento dedicato al compenso dell'avvocato in giudizio civile; può essere utile tenere distinte le due quote quando un'attività stragiudiziale precede o accompagna un giudizio.
Posso aumentare o ridurre i valori dei parametri?
Sì. I parametri sono valori medi modulabili entro i limiti previsti dal decreto, in considerazione della complessità, del pregio dell'opera e del risultato. Lo strumento consente di applicare una percentuale di aumento o di riduzione alla somma dei compensi di fase.
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