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Assegno al coniuge: quanto risparmi di IRPEF
L'assegno periodico versato all'ex coniuge è deducibile dal reddito: stima il risparmio fiscale in base alla tua aliquota marginale IRPEF.
L'assegno periodico versato all'altro coniuge dopo separazione, divorzio o cessazione degli effetti civili del matrimonio è un onere deducibile dal reddito complessivo: riduce l'imponibile IRPEF e quindi l'imposta dovuta. Il risparmio dipende dall'aliquota marginale, cioè l'aliquota dello scaglione più alto raggiunto dal tuo reddito. Indica l'assegno annuo versato al coniuge e il tuo reddito imponibile per stimare il risparmio.
Nota. È deducibile solo l'assegno periodico destinato al coniuge e stabilito da provvedimento dell'autorità giudiziaria. Non sono deducibili: la quota di assegno destinata al mantenimento dei figli, né le somme corrisposte in un'unica soluzione (una tantum). Il risparmio è stimato applicando l'aliquota marginale IRPEF allo scaglione raggiunto dal reddito; se la deduzione attraversa più scaglioni il beneficio è ripartito sulle relative aliquote. Stima orientativa, non sostituisce un parere professionale. Fonte: art. 10, c.1, lett. c) TUIR (DPR 917/1986); scaglioni IRPEF 2025 (art. 11 TUIR, L. 207/2024): 23% fino a 28.000 €, 35% da 28.000 a 50.000 €, 43% oltre 50.000 €.
Come funziona la deduzione dell'assegno al coniuge
La deduzione abbatte la base imponibile prima del calcolo dell'imposta: per ogni euro dedotto risparmi un importo pari alla tua aliquota marginale. Con reddito oltre 50.000 € (aliquota 43%) un assegno di 10.000 € l'anno vale circa 4.300 € di IRPEF in meno; con reddito nello scaglione al 35% lo stesso assegno vale circa 3.500 €. Per chi riceve l'assegno, di converso, l'importo è reddito imponibile (art. 50 TUIR).
Come funziona il calcolo del risparmio fiscale
L'assegno periodico versato all'altro coniuge a seguito di separazione, divorzio o cessazione degli effetti civili del matrimonio è, per chi lo paga, un onere deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell'art. 10, comma 1, lettera c) del TUIR. Deducibile significa che l'importo dell'assegno si sottrae dal reddito imponibile prima del calcolo dell'IRPEF: si abbassa cioè la base su cui si applica l'imposta. Lo strumento parte da questa logica: prende l'assegno annuo che indichi e lo confronta con il tuo reddito imponibile per stimare di quanto si riduce l'imposta dovuta.
Il risparmio effettivo non coincide con l'importo dell'assegno, ma dipende dall'aliquota marginale, cioè dall'aliquota dello scaglione IRPEF più alto raggiunto dal tuo reddito. L'IRPEF è infatti un'imposta progressiva a scaglioni: ogni fascia di reddito è tassata con un'aliquota crescente. Poiché la deduzione abbassa il reddito partendo dall'alto, il beneficio si calcola sull'aliquota dello scaglione più elevato; se la deduzione è così ampia da far scendere il reddito attraverso più scaglioni, il risparmio viene ripartito sulle aliquote dei diversi scaglioni attraversati. Per questo due persone che versano lo stesso assegno possono ottenere un risparmio diverso, a seconda del loro reddito.
A cosa serve
Lo strumento serve a farsi un'idea concreta e immediata del beneficio fiscale legato all'assegno al coniuge, un aspetto spesso trascurato quando si ragiona sull'impatto economico complessivo di una separazione o di un divorzio. Chi versa l'assegno tende a considerare solo l'esborso lordo, ma una parte di quell'importo si traduce in un minor carico IRPEF: conoscere questo dato aiuta a valutare in modo più realistico il peso effettivo dell'obbligo di mantenimento. È un supporto orientativo, pensato per chiarire un meccanismo fiscale, e il risultato non sostituisce un parere professionale né il calcolo definitivo in dichiarazione dei redditi.
Quando è utile
È utile nella fase in cui si negoziano le condizioni economiche della separazione o del divorzio, per comprendere che l'assegno destinato al coniuge ha un trattamento fiscale diverso da quello destinato ai figli. È utile a chi prepara la dichiarazione dei redditi e vuole avere una stima preliminare del risparmio prima di inserire l'onere deducibile. È utile, più in generale, a chiunque voglia distinguere con chiarezza tra ciò che è deducibile e ciò che non lo è, per non commettere errori nella compilazione dei modelli fiscali.
Cosa tenere presente
È fondamentale distinguere le componenti dell'assegno. È deducibile solo l'assegno periodico destinato al coniuge e stabilito da un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Non è deducibile la quota di assegno destinata al mantenimento dei figli: quando il provvedimento prevede un importo unico per coniuge e figli senza distinzione, la legge presume che metà sia destinata ai figli e quindi non deducibile. Non sono inoltre deducibili le somme corrisposte in un'unica soluzione, la cosiddetta liquidazione una tantum, perché la deducibilità è prevista per gli assegni di natura periodica.
Va ricordato che gli scaglioni e le aliquote IRPEF possono cambiare di anno in anno per effetto delle leggi di bilancio: i valori applicati nello strumento sono quelli vigenti indicati nella nota, ma per il periodo d'imposta che ti interessa è sempre opportuno verificare la normativa aggiornata e la disciplina ufficiale. Lo strumento applica l'aliquota marginale allo scaglione raggiunto e, quando la deduzione attraversa più scaglioni, ripartisce il beneficio sulle relative aliquote, fornendo comunque una stima orientativa che non sostituisce un parere professionale né il calcolo puntuale eseguito in sede di dichiarazione.
Domande frequenti
È deducibile anche la parte di assegno per i figli?
No. È deducibile solo l'assegno periodico destinato al coniuge e stabilito da un provvedimento dell'autorità giudiziaria. La quota destinata al mantenimento dei figli non è deducibile; se il provvedimento non distingue gli importi, si presume che metà sia destinata ai figli.
Posso dedurre una liquidazione una tantum versata in un'unica soluzione?
No. La deducibilità riguarda gli assegni di natura periodica. Le somme corrisposte in un'unica soluzione (una tantum) non sono deducibili dal reddito complessivo.
Perché il risparmio non è pari all'importo dell'assegno?
Perché l'assegno non si sottrae dall'imposta, ma dal reddito imponibile. Il risparmio effettivo si ottiene applicando alla deduzione l'aliquota marginale IRPEF, cioè quella dello scaglione più alto raggiunto dal reddito, ed è quindi una frazione dell'importo versato.
Cosa succede se la deduzione attraversa più scaglioni IRPEF?
Il beneficio viene ripartito sulle aliquote dei diversi scaglioni interessati. Lo strumento riduce il reddito partendo dall'alto e calcola il risparmio applicando le aliquote degli scaglioni via via attraversati.
Le aliquote usate sono sempre aggiornate?
Lo strumento usa gli scaglioni e le aliquote vigenti indicati nella nota della pagina. Poiché possono cambiare con le leggi di bilancio, per il periodo d'imposta che ti interessa è opportuno verificare la disciplina aggiornata sulle fonti ufficiali.
Il risultato vale come calcolo ufficiale per la dichiarazione?
No. Il risultato è una stima orientativa che aiuta a comprendere il meccanismo della deduzione e non sostituisce il calcolo definitivo in sede di dichiarazione dei redditi né un parere professionale.
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