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Compenso a ore (timesheet)
Trasforma le ore e i minuti di lavoro in onorario, con il dettaglio di cassa forense, IVA e ritenuta.
Indica la tua tariffa oraria e il tempo dedicato alla pratica: lo strumento calcola l'onorario e, se vuoi, aggiunge contributo cassa, IVA ed espone la ritenuta d'acconto, restituendo il totale fattura e il netto.
Nota. Stima indicativa con le aliquote ordinarie (cassa forense 4%, IVA 22%, ritenuta 20%). Non sostituisce la liquidazione secondo i parametri forensi: per quella usa lo strumento « Compenso dell'avvocato in giudizio civile ». Verifica il tuo regime fiscale (es. forfettario, dove ritenuta e IVA non si applicano). Stima orientativa, non sostituisce un parere professionale.
Come funziona il compenso a ore
Il calcolo a ore parte da un'idea semplice: si moltiplica la tariffa oraria concordata per il tempo effettivamente dedicato alla pratica, espresso in ore e minuti. Lo strumento trasforma il tempo lavorato in un onorario, gestendo correttamente le frazioni di ora: i minuti vengono convertiti in frazione decimale di ora, così che, per esempio, mezz'ora corrisponda a metà della tariffa oraria. Il risultato di questa prima operazione è l'onorario al lordo degli accessori, cioè il compenso professionale puro.
A questo importo lo strumento aggiunge, se richiesto, le componenti che normalmente compongono una fattura professionale. Sull'onorario si applica il contributo integrativo della cassa forense, qui calcolato con l'aliquota ordinaria del 4%, che il professionista addebita in via di rivalsa. Sulla somma di onorario e contributo si applica poi l'IVA con l'aliquota ordinaria del 22%. Infine viene esposta la ritenuta d'acconto del 20% sul solo onorario, che il committente sostituto d'imposta trattiene e versa per conto del professionista. Lo strumento restituisce così sia il totale della fattura sia il netto che il professionista incassa dopo la ritenuta, rendendo trasparente ciascun passaggio.
A cosa serve
Lo strumento serve a chi fattura le proprie prestazioni in base al tempo dedicato e vuole passare in modo rapido dal timesheet all'importo da indicare in parcella. È utile al professionista per preventivare il costo di un'attività a partire dalle ore stimate, e per controllare che il totale fattura e il netto incassato corrispondano a quanto si attende una volta applicati contributo, IVA e ritenuta. È utile anche al cliente che vuole comprendere come si compone l'importo richiesto, distinguendo l'onorario vero e proprio dagli accessori fiscali e previdenziali che si aggiungono per legge.
Questo tipo di calcolo riguarda una modalità di determinazione del compenso basata sul tempo, diversa dalla liquidazione per fasi prevista dai parametri forensi. Il compenso a ore è una forma di pattuizione tra professionista e cliente e non coincide con i valori tabellari che il giudice utilizza per liquidare le spese in giudizio. Per quella diversa esigenza esiste uno strumento dedicato, dedicato al compenso dell'avvocato in giudizio civile, mentre questo calcolatore resta focalizzato sulla trasformazione del tempo lavorato in onorario.
Quando è utile
Il calcolo è utile quando l'incarico è stato concordato a tariffa oraria, situazione frequente nell'attività di consulenza e assistenza stragiudiziale, e si deve emettere o preventivare la relativa fattura. È utile per confrontare il costo di diverse ipotesi di impegno orario, per esempio per stimare quanto inciderebbero ore aggiuntive su una pratica. È utile, infine, per verificare l'impatto fiscale della prestazione, cioè quanto del totale fatturato resti effettivamente al professionista dopo la ritenuta e quanto sia invece costituito da IVA e contributo destinati a essere versati.
Cosa tenere presente
Il risultato dipende dalle aliquote applicate e dal regime fiscale del professionista. Lo strumento utilizza le aliquote ordinarie, cioè cassa forense al 4%, IVA al 22% e ritenuta al 20%, ma queste non valgono in ogni situazione. Chi aderisce al regime forfettario, in particolare, non applica né la ritenuta d'acconto né l'IVA, sicché per quei contribuenti il calcolo standard sovrastima le componenti accessorie: occorre quindi adattare le impostazioni al proprio regime. Anche l'aliquota IVA o l'eventuale esenzione possono variare a seconda della natura dell'operazione e del committente.
Un punto delicato è anche la rilevazione del tempo. Il calcolo è affidabile solo se il tempo dedicato alla pratica è registrato in modo accurato e coerente: arrotondamenti generosi, tempi non tracciati o, al contrario, l'omissione di attività effettivamente svolte alterano l'onorario in misura proporzionale. Per questo il timesheet su cui si basa il conteggio dovrebbe distinguere le diverse attività e i relativi tempi, così da poter giustificare l'importo nei confronti del cliente e da rendere il calcolo verificabile. Lo strumento si limita a trasformare in denaro il tempo che gli viene indicato e non può supplire a una rilevazione imprecisa.
Va inoltre ricordato che la tariffa oraria è il frutto di un accordo e deve rispettare i doveri di chiarezza e di pattuizione del compenso nei confronti del cliente. Le aliquote richiamate possono essere aggiornate nel tempo e vanno verificate sulle fonti ufficiali del periodo. Il risultato fornito da questo strumento è una stima orientativa, utile per impostare il conteggio e comprenderne la struttura, e non sostituisce la corretta determinazione del compenso secondo il regime applicabile né un parere professionale.
Domande frequenti
Come si calcola il compenso a ore?
Si moltiplica la tariffa oraria concordata per il tempo dedicato alla pratica, convertendo i minuti in frazione decimale di ora. Il risultato è l'onorario al lordo, al quale lo strumento può aggiungere contributo cassa, IVA e ritenuta per ottenere il totale fattura e il netto.
Quali aliquote applica lo strumento?
Utilizza le aliquote ordinarie: contributo cassa forense al 4% sull'onorario, IVA al 22% su onorario più contributo e ritenuta d'acconto del 20% sull'onorario. Sono valori predefiniti che vanno adattati al proprio regime fiscale.
Vale anche per chi è in regime forfettario?
Nel regime forfettario non si applicano né la ritenuta d'acconto né l'IVA, quindi il calcolo standard sovrastima gli accessori. Chi è in forfettario deve adattare le impostazioni, considerando il solo onorario e il contributo previsto dal proprio regime.
Il compenso a ore è la stessa cosa della liquidazione per parametri forensi?
No. Il compenso a ore è una pattuizione basata sul tempo dedicato e non coincide con i valori tabellari che il giudice usa per liquidare le spese in giudizio. Per quella diversa esigenza esiste lo strumento dedicato al compenso dell'avvocato in giudizio civile.
Il risultato ha valore vincolante?
No. È una stima orientativa, utile per impostare il conteggio e comprenderne la struttura. Le aliquote possono cambiare nel tempo e il calcolo va adattato al regime fiscale applicabile; non sostituisce un parere professionale.
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