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Verifica di un IBAN
Controlla la correttezza formale di un IBAN con il codice di controllo internazionale e ne evidenzia le componenti.
Incolla un IBAN: lo strumento ne verifica la correttezza formale con il codice di controllo internazionale (ISO 13616). Per gli IBAN italiani evidenzia anche CIN, ABI, CAB e numero di conto.
Nota. La verifica è solo formale (lunghezza e cifre di controllo): conferma che l'IBAN è ben formato, non che il conto esista o sia intestato a una determinata persona. Prima di un pagamento controlla sempre l'intestatario. Stima orientativa, non sostituisce un parere professionale.
Come funziona la verifica dell'IBAN
L'IBAN (International Bank Account Number) è un codice standardizzato a livello internazionale dalla norma ISO 13616, pensato per identificare in modo univoco un conto corrente nelle operazioni di pagamento. Ha una struttura precisa: i primi due caratteri sono il codice del Paese (per l'Italia «IT»), seguono due cifre di controllo e poi una parte nazionale, denominata BBAN, la cui composizione varia da Paese a Paese. Per l'Italia il BBAN comprende il CIN (un carattere di controllo nazionale), il codice ABI dell'istituto, il CAB dello sportello e il numero di conto. La lunghezza complessiva dell'IBAN è fissa per ciascun Paese: per gli IBAN italiani è di 27 caratteri.
Il cuore del controllo è il calcolo delle due cifre di controllo poste dopo il codice del Paese, basato sul metodo «MOD 97-10» descritto dalla norma ISO 7064. Il procedimento è il seguente: si spostano i primi quattro caratteri (codice Paese e cifre di controllo) in fondo alla stringa; si convertono tutte le lettere in numeri secondo lo schema A=10, B=11, fino a Z=35; si ottiene così un numero molto grande, di cui si calcola il resto della divisione per 97. Un IBAN è formalmente valido quando questo resto è pari a 1. Lo strumento esegue esattamente questo calcolo: normalizza l'IBAN inserito (rimuovendo spazi e uniformando i caratteri), verifica che la lunghezza corrisponda a quella prevista per il Paese e applica il controllo MOD 97.
Per gli IBAN italiani, il calcolatore evidenzia inoltre le componenti del BBAN — CIN, ABI, CAB e numero di conto — così da rendere leggibile la struttura del codice. Va sottolineato che la verifica è di natura puramente formale e matematica: conferma che il codice è ben costruito e che le cifre di controllo sono coerenti, ma non interroga alcun sistema bancario e quindi non può attestare che il conto esista realmente né a chi sia intestato.
A cosa serve
Lo strumento serve a intercettare gli errori di trascrizione di un IBAN prima di utilizzarlo. La presenza delle due cifre di controllo non è casuale: è proprio il meccanismo MOD 97 a rendere altamente probabile la rilevazione di una cifra sbagliata o di due cifre invertite, errori tipici di chi copia un codice lungo a mano. Verificare formalmente un IBAN riduce quindi il rischio di predisporre un bonifico verso un codice malformato, che verrebbe scartato dalla banca o, peggio, instradato in modo errato.
È utile a chi gestisce pagamenti, fatture, rimborsi o adempimenti che richiedono l'indicazione di coordinate bancarie, così come a chi riceve un IBAN da un terzo e vuole un primo riscontro della sua correttezza formale. Resta però fermo che la verifica non sostituisce in alcun modo il controllo dell'intestatario del conto, che va effettuato con altri mezzi prima di disporre un pagamento.
Quando è utile
La verifica è utile ogni volta che si deve inserire un IBAN ricevuto da altri: nel saldo di una fattura, nel pagamento di un fornitore, nella restituzione di una somma o nell'indicazione delle coordinate per un accredito. In ambito professionale e legale, ricorre quando si comunicano o si raccolgono coordinate bancarie, per esempio per il versamento di importi pattuiti o per l'esecuzione di un provvedimento. In tutti questi casi un controllo formale preventivo aiuta a evitare contestazioni e ritardi dovuti a codici errati.
È particolarmente opportuna quando l'IBAN è stato trasmesso in modo poco affidabile — per esempio dettato a voce, copiato da un'immagine o riportato a mano — situazioni in cui gli errori di trascrizione sono più probabili. In presenza di richieste di pagamento sospette o di un cambio improvviso delle coordinate bancarie di un fornitore, la verifica formale non basta: occorre confermare l'autenticità della richiesta e l'intestazione del conto attraverso canali sicuri.
Cosa tenere presente
Il limite più importante è che la verifica è solo formale. Un IBAN può superare il controllo MOD 97 ed essere perfettamente «ben formato» pur non corrispondendo ad alcun conto realmente aperto, oppure corrispondere a un conto intestato a una persona diversa da quella attesa. Lo strumento non si collega ad alcuna banca e non può accertare l'esistenza del conto né l'identità del titolare: prima di un pagamento è quindi indispensabile controllare l'intestatario con mezzi adeguati.
Altri aspetti da considerare riguardano la corretta normalizzazione del codice: spazi, lettere minuscole o caratteri non ammessi vanno ripuliti, e la lunghezza deve coincidere con quella prevista per il Paese. La parte nazionale del BBAN varia da Stato a Stato, perciò l'evidenziazione di CIN, ABI, CAB e numero di conto ha senso per gli IBAN italiani. Va inoltre ricordato che il rischio di frodi sui pagamenti — come la sostituzione fraudolenta delle coordinate in una comunicazione — non è un problema che un controllo formale possa risolvere. Il risultato dello strumento è una stima orientativa e non sostituisce un parere professionale né le verifiche antifrode del caso.
Domande frequenti
Cosa controlla esattamente lo strumento?
Controlla la correttezza formale dell'IBAN: verifica che la struttura e la lunghezza siano coerenti con lo standard ISO 13616 per il Paese indicato e che le due cifre di controllo siano matematicamente corrette secondo il metodo MOD 97 (ISO 7064). Per gli IBAN italiani evidenzia anche CIN, ABI, CAB e numero di conto. Non verifica l'esistenza del conto né l'intestatario.
Come funziona il controllo delle cifre di controllo?
Si spostano i primi quattro caratteri (codice Paese e cifre di controllo) in coda alla stringa, si convertono le lettere in numeri (A=10, B=11, fino a Z=35) e si calcola il resto della divisione del numero così ottenuto per 97. L'IBAN è formalmente valido quando il resto è pari a 1. È il cosiddetto metodo MOD 97-10.
Un IBAN valido formalmente garantisce che il conto esista?
No. La validità formale significa solo che il codice è ben costruito e che le cifre di controllo sono coerenti. Lo strumento non si collega ad alcuna banca, quindi non può attestare che il conto esista realmente né a chi sia intestato. Prima di un pagamento occorre sempre controllare l'intestatario con altri mezzi.
Quanti caratteri ha un IBAN italiano?
L'IBAN italiano è composto da 27 caratteri: «IT», due cifre di controllo, il CIN (un carattere), il codice ABI (cinque cifre), il CAB (cinque cifre) e il numero di conto (dodici caratteri). La lunghezza complessiva dell'IBAN è fissa per ciascun Paese, ma varia da Stato a Stato.
Posso verificare anche IBAN esteri?
Il controllo delle cifre di controllo MOD 97 è internazionale e si applica agli IBAN di tutti i Paesi che adottano lo standard ISO 13616. L'evidenziazione delle componenti CIN, ABI, CAB e numero di conto riguarda però la struttura nazionale italiana; per gli IBAN esteri la parte nazionale (BBAN) ha una composizione diversa.
La verifica protegge dalle frodi sui pagamenti?
No. Un controllo formale non può rilevare una sostituzione fraudolenta delle coordinate bancarie: un IBAN fraudolento può essere comunque ben formato. In caso di richieste sospette o di cambi improvvisi di coordinate è necessario confermare l'autenticità della richiesta e l'intestazione del conto tramite canali sicuri. Il risultato è una stima orientativa che non sostituisce un parere professionale.
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