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Rivalutazione del TFR
Calcola quanto si rivaluta il TFR accantonato: 1,5% fisso più il 75% della variazione dell'indice ISTAT FOI, come prevede l'art. 2120 c.c.
Il TFR già accantonato negli anni precedenti si rivaluta ogni anno con un coefficiente fissato dall'art. 2120, comma 4, c.c.: 1,5% in misura fissa (annua, da rapportare ai mesi maturati) più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rispetto al dicembre dell'anno precedente. L'indice ISTAT cambia ogni mese: per questo va inserito da te. Sul fondo maturato nell'ultimo anno non si applica alcuna rivalutazione.
Nota. Il coefficiente è dato dall'1,5% fisso (proporzionato ai mesi maturati: 1,5% × mesi/12) più il 75% della variazione dell'indice ISTAT FOI rispetto a dicembre dell'anno precedente. L'indice ISTAT è un dato che varia ogni mese e va inserito manualmente (lo pubblica l'ISTAT). Sulla rivalutazione è dovuta un'imposta sostitutiva del 17%, trattenuta dal datore di lavoro. Stima orientativa, non sostituisce un parere professionale. Fonte: art. 2120, comma 4, c.c.; indice ISTAT FOI (fonte: ISTAT).
Come funziona la rivalutazione del TFR
Esempio: con un TFR accantonato di 18.000 €, 12 mesi maturati e una variazione ISTAT FOI del 2% rispetto a dicembre, il coefficiente è 1,5% + (75% × 2%) = 3%; la rivalutazione lorda è 540 €, da cui si trattiene l'imposta sostitutiva del 17% (91,80 €), per una rivalutazione netta di 448,20 €. Se il rapporto cessa o ci si calcola un mese diverso da dicembre, basta usare il numero di mesi maturati e l'indice ISTAT FOI del mese corrispondente.
A cosa serve questo calcolo
Il trattamento di fine rapporto è una somma che il lavoratore matura progressivamente durante tutta la vita lavorativa e che gli viene corrisposta al termine del rapporto. Una parte di questo importo, quella accantonata negli anni precedenti, non resta ferma: per legge si rivaluta ogni anno secondo un coefficiente prestabilito, in modo da non perdere completamente potere d'acquisto con il passare del tempo. Conoscere come si calcola la rivalutazione del TFR è utile sia al lavoratore, che può verificare la correttezza di quanto accantonato e poi liquidato, sia a chi deve predisporre il conteggio, ad esempio al momento della cessazione del rapporto o di un'anticipazione.
Lo strumento permette di stimare in modo trasparente l'incremento annuo del fondo già maturato, partendo dal capitale accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente e dalla variazione dell'indice ISTAT FOI. È pensato per dare un'idea chiara di come opera il meccanismo previsto dal codice civile, evidenziando separatamente la quota fissa, la quota legata all'inflazione e l'incidenza dell'imposta sostitutiva applicata sulla rivalutazione.
Quando è utile
Il calcolo è particolarmente utile in occasione della cessazione del rapporto di lavoro, quando occorre verificare l'importo complessivo del TFR comprensivo delle rivalutazioni maturate, ma anche durante il rapporto, per controllare l'aggiornamento annuale del fondo o per stimare l'effetto di un'eventuale richiesta di anticipazione. È inoltre uno strumento di controllo: confrontando la stima con quanto indicato in busta paga o nel prospetto fornito dal datore di lavoro, il lavoratore può avere un riscontro di massima sulla coerenza dei numeri.
Poiché la quota legata all'inflazione dipende dall'indice ISTAT FOI, che varia ogni mese, il risultato cambia in funzione del mese di riferimento scelto. Per questo lo strumento richiede di inserire manualmente gli indici o la variazione percentuale: in questo modo il conteggio resta ancorato al dato ufficiale del periodo che interessa, senza ricorrere a valori predefiniti che diventerebbero rapidamente non aggiornati.
Cosa tenere presente
Il primo elemento da ricordare è che la rivalutazione si applica solo al TFR già accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente, e non alla quota maturata nell'anno in corso. La quota fissa dell'1,5% va inoltre rapportata ai mesi effettivamente maturati nell'anno, dividendo per dodici e moltiplicando per il numero di mesi: in caso di cessazione in corso d'anno, quindi, la componente fissa è proporzionalmente ridotta. La componente variabile, invece, è pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI rispetto a dicembre dell'anno precedente.
Sulla rivalutazione, infine, grava un'imposta sostitutiva che il datore di lavoro trattiene direttamente: per questo accanto alla rivalutazione lorda è opportuno considerare l'importo netto. Le aliquote e le regole fiscali possono essere oggetto di modifiche normative nel tempo, così come i valori dell'indice ISTAT FOI cambiano ogni mese: entrambi vanno verificati sulle fonti ufficiali aggiornate al periodo di interesse. Il risultato di questo strumento è dunque una stima orientativa, utile per farsi un'idea o per un primo controllo, e non sostituisce il conteggio ufficiale né il parere di un professionista sul caso concreto.
Errori frequenti nel conteggio
Un primo errore tipico è applicare la rivalutazione all'intero TFR, compresa la quota maturata nell'anno in corso: il meccanismo previsto dal codice civile riguarda invece solo il fondo già accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente. Un secondo errore frequente è non rapportare ai mesi effettivamente maturati la componente fissa dell'1,5%, che in caso di cessazione in corso d'anno va proporzionalmente ridotta dividendo per dodici e moltiplicando per il numero di mesi. C'è poi la confusione tra importo lordo e importo netto: sulla rivalutazione grava un'imposta sostitutiva trattenuta dal datore di lavoro, per cui la cifra effettivamente accreditata è inferiore a quella lorda. Infine, va prestata attenzione al dato ISTAT FOI inserito, che varia ogni mese e va letto sulla pubblicazione ufficiale relativa al mese di riferimento: un indice errato o riferito a un periodo diverso falsa l'intero conteggio, per quanto i passaggi matematici risultino corretti.
Domande frequenti
Come si calcola la rivalutazione del TFR?
Il coefficiente annuo è dato dall'1,5% in misura fissa (proporzionato ai mesi maturati) più il 75% della variazione dell'indice ISTAT FOI rispetto a dicembre dell'anno precedente, come previsto dall'art. 2120, comma 4, c.c. La rivalutazione si applica al TFR accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente.
La rivalutazione si applica anche al TFR maturato nell'anno in corso?
No. La rivalutazione riguarda solo il fondo già accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente. Sulla quota maturata nell'anno in corso non si applica alcun coefficiente di rivalutazione.
Perché devo inserire io l'indice ISTAT?
Perché l'indice ISTAT FOI cambia ogni mese ed è un dato pubblicato dall'ISTAT. Lo strumento non lo include in modo predefinito per evitare valori non aggiornati: va preso dalla fonte ufficiale relativa al mese di riferimento.
Sulla rivalutazione si pagano imposte?
Sì. Sulla rivalutazione del TFR è prevista un'imposta sostitutiva trattenuta dal datore di lavoro. Per questo, oltre alla rivalutazione lorda, è opportuno considerare l'importo netto. Le aliquote e le regole fiscali vanno verificate sulle fonti ufficiali aggiornate al periodo.
Il risultato è ufficiale?
No. Si tratta di una stima orientativa basata sui dati inseriti. Per il conteggio definitivo del TFR e delle relative rivalutazioni e imposte è opportuno fare riferimento al prospetto del datore di lavoro e, in caso di dubbio, al parere di un professionista.
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