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Calcolo della parcella / fattura dell'avvocato

Dal compenso al totale fattura e al netto a incassare: spese generali 15%, CPA 4%, IVA 22%, ritenuta d'acconto 20% e spese anticipate ex art. 15, voce per voce.

Inserisci il compenso pattuito e ottieni la parcella completa, voce per voce: spese generali forfettarie del 15%, contributo Cassa Forense (CPA) del 4%, IVA al 22%, eventuale ritenuta d'acconto del 20% e spese anticipate ex art. 15 escluse dall'IVA. In fondo trovi il totale della fattura e il netto a incassare dallo studio.

Nota. Le spese generali forfettarie sono pari al 15% del compenso (art. 2 D.M. 55/2014). Il contributo integrativo Cassa Forense (CPA) è il 4% su compenso + spese generali e concorre all'imponibile IVA. L'IVA ordinaria è il 22% su compenso + spese generali + CPA. La ritenuta d'acconto del 20% si applica solo se il cliente è sostituto d'imposta (impresa, professionista, ente, condominio) e si calcola su compenso + spese generali (non su CPA, IVA o spese ex art. 15). Le spese anticipate ex art. 15 D.P.R. 633/1972, documentate e sostenute in nome e per conto del cliente, sono escluse da IVA e si sommano solo al totale. Stima orientativa, non sostituisce un parere professionale. Fonte: L. 247/2012 e D.M. 55/2014 (parametri e spese generali); art. 1 D.P.R. 633/1972 (IVA 22%) e art. 15 (spese escluse); art. 25 D.P.R. 600/1973 (ritenuta 20%); L. 576/1980 (contributo integrativo Cassa Forense 4%).

Come funziona il calcolo della parcella

La parcella di un avvocato non è composta dal solo compenso: a partire dall'onorario pattuito si aggiungono, secondo regole precise, alcune voci che ne determinano l'importo finale fatturato e il netto effettivamente incassato dallo studio. Lo strumento ricostruisce la fattura voce per voce, nello stesso ordine in cui le componenti si sommano: compenso, spese generali forfettarie, contributo integrativo Cassa Forense, IVA e, dove prevista, ritenuta d'acconto; a parte restano le spese anticipate ex art. 15, che non concorrono all'imponibile IVA. In questo modo è possibile vedere con chiarezza come si passa dal compenso lordo al totale della fattura.

La prima voce che si aggiunge al compenso sono le spese generali forfettarie, pari al 15% del compenso secondo i parametri forensi (art. 2 D.M. 55/2014): rappresentano in via forfettaria i costi di struttura dello studio. Sull'insieme di compenso e spese generali si calcola poi il contributo integrativo della Cassa Forense (CPA), nella misura del 4%, che per legge concorre a formare la base imponibile dell'IVA. L'IVA ordinaria, infine, si applica sulla somma di compenso, spese generali e contributo Cassa Forense. Lo strumento esegue questi passaggi nell'ordine corretto, così che ciascuna voce sia calcolata sulla base giusta.

A cosa serve

Lo strumento serve a chiarire la struttura economica di una parcella forense, sia dal lato dello studio sia dal lato del cliente. Per il professionista è un modo rapido per stimare il totale da fatturare e il netto che resterà dopo l'eventuale ritenuta. Per il cliente è uno strumento di trasparenza, che permette di capire perché l'importo finale è superiore al compenso concordato e quali voci, come la CPA e l'IVA, lo compongono. Il calcolo è una stima orientativa che non sostituisce la fattura effettiva né un parere professionale.

Quando è utile

È utile quando si concorda un compenso e si vuole sapere a quanto ammonterà la fattura completa, comprensiva di tutte le maggiorazioni di legge. È utile per distinguere il caso in cui il cliente è un privato da quello in cui è un sostituto d'imposta, perché solo nel secondo caso si applica la ritenuta d'acconto, con effetti sul netto a incassare. È utile, inoltre, per gestire correttamente le spese anticipate in nome e per conto del cliente, che hanno un trattamento fiscale diverso dalle altre voci.

Cosa tenere presente

Occorre distinguere bene le basi di calcolo delle diverse voci. La ritenuta d'acconto del 20% si applica solo se il cliente è un sostituto d'imposta, cioè un'impresa, un professionista, un ente o un condominio, e si calcola su compenso più spese generali, non su CPA, IVA o spese ex art. 15; se il cliente è un privato, la ritenuta non si applica. Le spese anticipate ex art. 15 del D.P.R. 633/1972, documentate e sostenute in nome e per conto del cliente, sono escluse dall'IVA e si sommano soltanto al totale, senza entrare in alcuna delle altre basi di calcolo.

Va inoltre ricordato che le percentuali e le aliquote richiamate, come l'IVA al 22% o il contributo Cassa Forense, sono quelle ordinarie vigenti indicate nella nota della pagina, ma possono variare nel tempo o in presenza di regimi particolari: per la situazione concreta è sempre opportuno verificare la disciplina aggiornata e le condizioni applicabili. Esistono inoltre regimi fiscali agevolati, come il regime forfettario, che modificano sensibilmente queste regole. Per questi motivi il risultato va inteso come una stima orientativa, utile a comprendere la struttura della parcella, e non sostituisce la fattura definitiva né un parere professionale.

Domande frequenti

Perché il totale è più alto del compenso concordato?

Perché al compenso si aggiungono le spese generali forfettarie del 15%, il contributo Cassa Forense del 4% e l'IVA. Sono voci previste dai parametri forensi e dalla legge, che fanno crescere l'importo finale della fattura rispetto al solo onorario.

Quando si applica la ritenuta d'acconto del 20%?

Solo se il cliente è un sostituto d'imposta, cioè impresa, professionista, ente o condominio. Si calcola su compenso più spese generali, non su CPA, IVA o spese ex art. 15. Se il cliente è un privato, la ritenuta non si applica.

Su cosa si calcola l'IVA?

L'IVA ordinaria del 22% si applica sulla somma di compenso, spese generali forfettarie e contributo integrativo Cassa Forense. Le spese anticipate ex art. 15 ne restano escluse.

Come si trattano le spese anticipate ex art. 15?

Le spese anticipate ex art. 15 del D.P.R. 633/1972, documentate e sostenute in nome e per conto del cliente, sono escluse dall'IVA e si sommano solo al totale, senza entrare nelle altre basi di calcolo.

Il calcolo vale anche per il regime forfettario?

No. Lo strumento riflette il regime ordinario con IVA e ritenuta. Il regime forfettario e altri regimi agevolati seguono regole diverse: in quei casi è necessario verificare la disciplina applicabile.

Le aliquote usate sono sempre aggiornate?

Lo strumento usa le aliquote ordinarie vigenti indicate nella nota. Poiché possono cambiare nel tempo o in presenza di regimi particolari, per la situazione concreta è opportuno verificare la disciplina aggiornata. Il risultato è una stima orientativa che non sostituisce un parere professionale.

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