Assicurazioni e danno alla persona

Polizza infortuni e invalidità: contestare la perizia medica

Schema del percorso della polizza infortuni: dall'infortunio alla denuncia, all'accertamento medico-legale dell'invalidità permanente, fino all'indennizzo
Dal sinistro all'indennizzo: il percorso della polizza infortuni, dall'accertamento dell'invalidità permanente all'eventuale contestazione della perizia.

Le illustrazioni di questa pagina sono schemi tecnici vettoriali realizzati dallo studio a fini divulgativi: non rappresentano casi reali e potranno essere sostituiti con materiale editoriale. Coperture, franchigie, massimali e procedure variano secondo la singola polizza e sono da verificare con il testo vigente del contratto.

La polizza infortuni è un'assicurazione privata che indennizza le conseguenze fisiche di un evento fortuito, violento ed esterno. Quando l'infortunio lascia postumi permanenti, il punto centrale diventa la invalidità permanente (IPP): la sua percentuale, accertata in sede medico-legale, determina l'indennizzo dovuto. Non sempre, però, la valutazione proposta dalla compagnia corrisponde all'effettivo quadro clinico: può essere più contenuta di quanto le lesioni giustifichino, e in quel caso la perizia medica della compagnia può essere contestata.

Questo articolo spiega che cos'è la polizza infortuni e cosa copre, come si valuta l'invalidità permanente, come incidono franchigia e massimale, perché l'indennizzo proposto può risultare basso e, soprattutto, come si contesta la perizia medica della compagnia attraverso un accertamento medico-legale di parte, il collegio medico o l'arbitrato. È pensato per chi ha subito un infortunio e si vede offrire un indennizzo che non gli sembra congruo, e per il collega avvocato che cerca un supporto tecnico-medico-legale difendibile per il fascicolo.

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Cos'è la polizza infortuni e cosa copre

La polizza infortuni è un contratto di assicurazione privata con cui la compagnia si impegna a corrispondere un indennizzo al verificarsi di un infortunio, cioè di un evento dovuto a causa fortuita, violenta ed esterna che produce lesioni fisiche obiettivamente constatabili. È una copertura volontaria, distinta dalle tutele pubbliche: nasce dal contratto e si regge sulle condizioni concordate tra assicurato e compagnia.

Le garanzie tipiche di una polizza infortuni comprendono il caso morte, l'invalidità permanente, l'inabilità temporanea e, spesso, il rimborso delle spese mediche e di alcune diarie. Non tutte le polizze includono ogni garanzia: la composizione del pacchetto, i capitali assicurati e le esclusioni dipendono da ciò che è stato sottoscritto. Per questo la prima cosa da fare, di fronte a un sinistro, è leggere con attenzione il fascicolo informativo e le condizioni di assicurazione.

Particolare attenzione meritano le esclusioni e le delimitazioni: molte polizze escludono determinate attività, patologie pregresse o circostanze, oppure prevedono criteri di accertamento specifici. Queste clausole, da verificare sempre con il testo della polizza, incidono direttamente sull'esistenza e sull'entità dell'indennizzo. Anche la nozione di infortunio indennizzabile può essere definita in modo più ampio o più ristretto a seconda del contratto.

L'invalidità permanente (IPP) e come si valuta

L'invalidità permanente, indicata con la sigla IPP, è la riduzione definitiva e irreversibile della capacità dell'assicurato, conseguente all'infortunio. È espressa in una percentuale: tanto più grave e stabile è il postumo, tanto più alta è la percentuale riconosciuta. Questa percentuale è il fattore decisivo del calcolo dell'indennizzo, perché è ad essa che si applica il capitale assicurato.

La valutazione dell'IPP avviene attraverso un accertamento medico-legale: un medico specialista esamina l'assicurato, studia la documentazione clinica e quantifica i postumi una volta che le lesioni si sono stabilizzate, cioè al raggiungimento della cosiddetta guarigione clinica con postumi. La quantificazione non è arbitraria: si fonda su criteri medico-legali e, di norma, sulle tabelle di valutazione richiamate dalla polizza.

Un aspetto spesso sottovalutato è chi effettua l'accertamento. La prima valutazione è quasi sempre quella del medico fiduciario della compagnia: un professionista competente, ma incaricato dall'assicuratore. Nulla impedisce all'assicurato di farsi assistere da un proprio medico-legale di fiducia, che valuti in modo autonomo il grado di invalidità. È proprio dal confronto tra le due valutazioni che nascono molte contestazioni sull'indennizzo.

Schema del calcolo dell'indennizzo della polizza infortuni: percentuale di invalidità permanente applicata al massimale, con franchigia e limite del massimale
Come si calcola l'indennizzo: la percentuale di IPP applicata al massimale, con franchigia e tabelle di polizza.

Va anche ricordato che alcune polizze prevedono una franchigia in punti di invalidità: i postumi vengono indennizzati solo per la parte eccedente una certa soglia, oppure non sono indennizzati affatto al di sotto di essa. Questo meccanismo, di cui si parlerà più avanti, fa sì che la stessa percentuale di IPP possa tradursi in indennizzi molto diversi a seconda del contratto. Comprendere come la propria polizza tratta i punti di invalidità è quindi essenziale prima di valutare se l'offerta della compagnia sia congrua.

Franchigia, massimale e tabelle di polizza

Tre elementi del contratto governano la traduzione della percentuale di IPP in denaro: il massimale, la franchigia e le tabelle di polizza. Sono i parametri tecnici che spiegano perché, a parità di lesioni, l'indennizzo può variare sensibilmente da una polizza all'altra.

Il massimale è il capitale assicurato per la garanzia di invalidità permanente: rappresenta l'importo massimo che la compagnia corrisponderebbe in caso di invalidità totale. L'indennizzo per un'invalidità parziale si ottiene applicando la percentuale di IPP a questo capitale, eventualmente attraverso le tabelle. Un massimale basso limita strutturalmente l'indennizzo, qualunque sia la gravità dei postumi.

La franchigia è la parte del danno che resta a carico dell'assicurato. Può essere espressa in punti di invalidità (ad esempio, nessun indennizzo sotto una certa percentuale) oppure in valore. La sua presenza riduce, e in alcuni casi azzera, l'indennizzo per i postumi più lievi. Le tabelle di polizza, infine, stabiliscono il valore attribuito ai diversi tipi di postumo e possono prevedere criteri progressivi.

VoceChe cos'èCome incide sull'indennizzo
Massimale (capitale assicurato)Importo massimo previsto per l'invalidità permanenteÈ la base su cui si applica la percentuale di IPP: fissa il tetto dell'indennizzo
Percentuale di IPPGrado di invalidità permanente accertato in sede medico-legalePiù alta è la percentuale, maggiore è l'indennizzo (entro il massimale)
FranchigiaQuota di danno che resta a carico dell'assicuratoRiduce o azzera l'indennizzo, soprattutto per i postumi lievi
Tabelle di polizzaCriteri di valutazione dei singoli postumiDeterminano il valore attribuito a ciascun tipo di lesione
Esclusioni e limitiCasi non coperti o coperti con limitazioniPossono escludere o ridurre l'indennizzo a prescindere dall'IPP

Leggere la polizza prima di accettare. Massimale, franchigia e tabelle non sono dettagli: sono i parametri che trasformano la percentuale di invalidità in un importo. Prima di accettare un'offerta conviene verificare quale capitale è assicurato, se opera una franchigia in punti e quali tabelle vengono applicate. Questi dati, da riscontrare con il testo vigente della polizza, spiegano spesso la distanza tra l'attesa dell'assicurato e l'offerta della compagnia.

L'interazione tra questi parametri è ciò che rende difficile, per il singolo assicurato, capire se l'indennizzo proposto sia equo. Una percentuale di IPP apparentemente bassa, combinata con una franchigia in punti, può ridurre drasticamente l'importo; viceversa, un massimale generoso può rendere significativo anche un postumo modesto. Per questo la verifica congiunta del dato medico-legale e delle clausole contrattuali è il cuore della valutazione.

Perché l'indennizzo proposto può essere basso

L'indennizzo offerto dalla compagnia può risultare più basso del previsto per ragioni che si collocano su due piani: quello medico-legale e quello contrattuale. Riconoscere a quale piano appartiene il problema è il primo passo per capire se e come intervenire.

Sul piano medico-legale, la causa più frequente è una percentuale di invalidità permanente valutata in modo contenuto. Il medico fiduciario della compagnia può ritenere che i postumi siano meno gravi di quanto l'assicurato percepisce, o che alcune conseguenze non siano riconducibili all'infortunio. Una stima dell'IPP anche solo di pochi punti più bassa si traduce, applicata al massimale, in una differenza economica rilevante.

Sul piano contrattuale, l'importo può essere ridotto dall'applicazione di una franchigia in punti, da un massimale modesto, da tabelle sfavorevoli o da clausole di esclusione. In questi casi l'indennizzo è basso non perché la valutazione medica sia errata, ma perché il contratto lo prevede così. Distinguere tra i due piani è essenziale: contro una valutazione medico-legale si può opporre una perizia di parte, mentre contro una clausola contrattuale occorre verificarne la corretta applicazione e la validità.

Esiste poi una terza ipotesi: l'errore o l'incompletezza nell'istruttoria del sinistro. Documentazione clinica non considerata, esami mancanti, postumi valutati prima della stabilizzazione. Sono situazioni in cui un riesame attento, con il supporto di un medico-legale e di un legale, può portare a una revisione dell'offerta. Anche qui vale la regola generale: nessuna garanzia di esito, ma la possibilità concreta di far valutare la congruità dell'indennizzo.

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Come si contesta la perizia medica

Contestare la perizia medica della compagnia significa opporre a quella valutazione una valutazione tecnica autonoma e documentata. Non è una semplice manifestazione di disaccordo: è un percorso che si fonda su un accertamento medico-legale di parte e che può sfociare in procedure previste dalla stessa polizza.

Il punto di partenza è l'accertamento medico-legale di parte: un medico-legale di fiducia esamina l'assicurato, studia la documentazione clinica e redige una relazione che quantifica in modo autonomo il grado di invalidità permanente. Questa relazione è lo strumento tecnico con cui si dimostra che la percentuale proposta dalla compagnia è inferiore a quella effettivamente riscontrabile. È l'equivalente, sul terreno medico, di una consulenza tecnica di parte.

Schema dei passaggi per contestare la perizia medica della compagnia: lettura della perizia, accertamento medico-legale di parte, confronto, collegio medico o arbitrato irrituale
Come si contesta la perizia: dall'accertamento medico-legale di parte al collegio medico o all'arbitrato irrituale, se previsto dalla polizza.

Sulla base della relazione di parte si apre il confronto con la compagnia, chiedendo la revisione della valutazione e dell'offerta. Molte polizze infortuni prevedono, proprio per i casi di disaccordo sulla quantificazione, una procedura specifica: il collegio medico, una forma di arbitrato irrituale in cui tre medici – uno per parte e un terzo di comune accordo o nominato da un'autorità indicata in polizza – decidono sul grado di invalidità. La clausola di collegio medico, da verificare nel testo della polizza, vincola le parti al giudizio dei medici sulla questione tecnica.

Quando la polizza non prevede il collegio medico, o quando il disaccordo riguarda profili giuridici e non solo medici, resta la via del giudizio ordinario davanti al giudice civile. In sede giudiziale il giudice può nominare un consulente tecnico d'ufficio, mentre l'assicurato si avvale del proprio medico-legale come consulente di parte. Le due strade – collegio medico e giudizio – non sono alternative casuali: la scelta dipende dalle clausole del contratto e dalla natura della contestazione, e va valutata con il legale.

In tutti i casi, la solidità della contestazione dipende dalla qualità della documentazione e dell'accertamento di parte. Una relazione medico-legale fondata, coerente con le tabelle e con il quadro clinico, regge nel confronto; una contestazione generica, basata sul solo disaccordo, raramente sposta l'offerta. È qui che l'assistenza legale unita alla competenza medico-legale fa la differenza, come avviene nella più ampia attività di consulenza tecnica di parte per infortunio e danno alla persona.

Differenza con il danno biologico da RC e con l'INAIL

L'indennizzo della polizza infortuni va tenuto distinto da altre due tutele che possono riguardare lo stesso evento lesivo: il risarcimento del danno biologico da responsabilità civile (RC) e le prestazioni dell'INAIL. Confonderle porta ad aspettative sbagliate sull'importo e sui presupposti.

L'indennizzo della polizza infortuni è una prestazione contrattuale: la compagnia paga perché si è verificato l'infortunio previsto dal contratto, a prescindere dall'esistenza di un responsabile. Si applicano le regole della polizza – massimale, franchigia, tabelle – e non i criteri risarcitori di legge. È una somma predeterminata dal contratto in funzione della percentuale di invalidità.

Il risarcimento da responsabilità civile presuppone invece un fatto illecito e un responsabile tenuto a risarcire il danno. In questo ambito si liquida il danno biologico secondo i criteri di legge e le tabelle in uso, con una logica diversa da quella indennitaria della polizza. Per il calcolo di questa voce è utile l'approfondimento su come si calcola il risarcimento del danno biologico, in particolare quando l'infortunio deriva da fatti di terzi.

Le prestazioni dell'INAIL, infine, operano per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, secondo la disciplina pubblica dell'assicurazione obbligatoria. Quando l'evento è un infortunio sul lavoro, l'intervento INAIL può combinarsi con eventuali pretese verso il responsabile: è il tema del danno differenziale rispetto all'indennizzo INAIL. Le tre tutele rispondono a logiche diverse e, a determinate condizioni, possono in parte cumularsi: la verifica va fatta caso per caso, perché incide sull'importo finale che l'infortunato può ottenere. Un quadro analogo si presenta nelle lesioni di lieve entità, come nel risarcimento del colpo di frusta e delle micropermanenti.

Tempi e prescrizione

I tempi sono un fattore critico nelle polizze infortuni, sia per gli adempimenti contrattuali sia per la prescrizione dei diritti. Trascurarli può compromettere la possibilità stessa di ottenere o contestare l'indennizzo, indipendentemente dalla fondatezza nel merito.

Sul piano contrattuale, le polizze prevedono termini per la denuncia del sinistro e per la presentazione della documentazione. Una denuncia tardiva può, a seconda delle clausole, ridurre o pregiudicare l'indennizzo. Anche la richiesta di attivazione di un collegio medico o di una procedura di revisione segue, di norma, tempi e modalità indicati nel contratto. È quindi essenziale rispettare le scadenze previste dalla polizza fin dalle prime fasi.

Sul piano della prescrizione, i diritti derivanti dal contratto di assicurazione sono soggetti a un termine di prescrizione previsto dal codice civile in materia assicurativa. L'individuazione del termine applicabile e del momento da cui decorre è da verificare con riferimento alla disciplina vigente e al tipo di garanzia, perché le regole possono differire e una valutazione errata rischia di far perdere il diritto. Per questo, di fronte a un infortunio con possibili postumi, conviene rivolgersi tempestivamente a un legale, senza attendere che i termini maturino.

Cosa fare

Di fronte a un infortunio con postumi permanenti e a un indennizzo che appare basso, conviene procedere con metodo, distinguendo i passaggi tecnici da quelli legali. L'obiettivo non è promettere un risultato, ma mettere l'assicurato nelle condizioni di valutare e, se del caso, contestare l'offerta in modo fondato.

Il primo passo è raccogliere la documentazione: la polizza completa con le condizioni di assicurazione, la denuncia del sinistro, la documentazione clinica e la perizia o l'offerta della compagnia. Senza il testo della polizza non è possibile verificare massimale, franchigia, tabelle ed esclusioni, che sono i parametri da cui dipende l'indennizzo.

Il secondo passo è la valutazione medico-legale di parte: far esaminare il proprio caso da un medico-legale di fiducia, che quantifichi in modo autonomo il grado di invalidità permanente. Il terzo passo è la valutazione legale: verificare la corretta applicazione delle clausole, individuare la procedura di contestazione più adatta – collegio medico, revisione, giudizio – e presidiare tempi e prescrizione. Questo approccio integrato, che unisce competenza medico-legale e assistenza legale, è lo stesso che caratterizza l'attività dello studio nel campo del danno alla persona, sempre nel rispetto della deontologia e senza alcuna promessa di esito.

Domande frequenti

Che cos'è una polizza infortuni e cosa copre?

La polizza infortuni è un'assicurazione privata che indennizza le conseguenze di un evento fortuito, violento ed esterno che produce lesioni fisiche. A seconda delle garanzie sottoscritte può coprire morte, invalidità permanente (IPP), inabilità temporanea e rimborso spese mediche. Copertura, esclusioni, franchigie e massimali variano da contratto a contratto e vanno verificati sul testo della polizza.

Come si calcola l'indennizzo per invalidità permanente?

L'indennizzo per invalidità permanente si ottiene applicando la percentuale di IPP accertata in sede medico-legale al massimale (capitale assicurato), tenendo conto delle tabelle di polizza, dell'eventuale franchigia e del limite del massimale. Sono le condizioni del singolo contratto a definire i parametri esatti, perciò vanno lette con attenzione.

Perché l'indennizzo proposto dalla compagnia può essere basso?

Spesso dipende da una percentuale di invalidità permanente valutata in modo contenuto dal medico fiduciario della compagnia, dall'applicazione di franchigie o tabelle sfavorevoli, o dal mancato riconoscimento di alcune conseguenze. Un accertamento medico-legale di parte consente di verificare se la valutazione sia congrua rispetto al quadro clinico.

Come si contesta la perizia medica della compagnia?

Si parte da un accertamento medico-legale di parte che valuti in modo autonomo il grado di invalidità permanente; sulla base di quella relazione si chiede alla compagnia la revisione. Molte polizze prevedono, in caso di disaccordo, un collegio medico o un arbitrato irrituale; in alternativa resta la via del giudizio ordinario. La procedura applicabile dipende dalle condizioni di polizza.

Che differenza c'è tra indennizzo della polizza infortuni e risarcimento da RC o INAIL?

L'indennizzo della polizza infortuni è una prestazione contrattuale, dovuta secondo le regole del contratto a prescindere da colpe di terzi. Il risarcimento da responsabilità civile (RC) presuppone invece un responsabile e copre il danno biologico secondo criteri di legge; le prestazioni INAIL operano per gli infortuni sul lavoro secondo la disciplina pubblica. Le tre tutele possono in parte cumularsi: va verificato caso per caso.

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Parliamo del tuo caso

Se la compagnia ti ha proposto un indennizzo che non ti convince, o se sei un collega che cerca un supporto medico-legale per il fascicolo, lo studio offre una valutazione riservata del caso, esaminando la polizza e la documentazione clinica disponibile. Nessuna promessa di esito: solo un confronto chiaro su garanzie, percentuale di invalidità e margini di contestazione.

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